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Astrapotherium
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mwbamwbqAstrapotherium è un mwbggenere estinto di mammiferi erbivori, appartenente agli mwbwastrapoteri. Visse tra il mwcaMiocene inferiore e il Miocene medio (circa 21 - 11 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mwcqSudamerica.
Contents
• Cranio
• Note
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Descrizione
Questo animale doveva assomigliare vagamente a un incrocio tra un piccolo mwdqelefante e un mwdgtapiro di enormi dimensioni. Il corpo era allungato e possente, e il cranio era dotato di lunghi canini e una corta proboscide. La ben nota specie mwdwmweaAstrapotherium magnum era di grandi dimensioni, e poteva sfiorare i tre metri di lunghezza e il metro e quaranta di altezza; una specie meno nota, mweqmwegA. giganteum, doveva essere ancora più grande.
Cranio
La testa di mwfqAstrapotherium era caratterizzata dalla notevole brevità della regione facciale, che era oltrepassata dalla regione anteriore della mandibola, e per l'enorme sviluppo dei mwfgcanini a forma di zanne. Le ossa premascellari erano vestigiali e invisibili se il cranio era posto di profilo, nascoste com'erano dalle zanne. Le ossa nasali erano molto corte e puntavano verso l'alto: si suppone che vi fosse una mwfwproboscide simile a quella dei tapiri attuali. L'orbita era molto piccola e delimitata, ma non chiusa, da mwgaapofisi postorbitali. Una cresta sagittale molto alta ma corta sormontava una volta cranica molto piccola. Al di sopra delle orbite era presente una sorta di cupola frontale, formata dall'ipertrofia del sinus frontale. La regione posteriore del cranio era stretta. È probabile che la mwgqbolla timpanica non fosse ossificata, almeno non completamente. Le fosse temporali erano molto lunghe e la superficie della cavità glenoide era leggermente curva. La mwggmandibola era molto allungata, con un ramo orizzontale poco profondo ma robusto; la mwgwsinfisi era allungata.
La mwigdentatura era caratterizzata dalla presenza di possenti canini superiori e inferiori, separati dai mwiwpremolari da lunghi mwjadiastemi. La mwjqformula dentaria era 0/3, 1/1, 2/1, 3/3. I canini erano enormi difese a crescita continua, non interamente coperti di mwjgsmalto e molto simili a quelli degli mwjwippopotami. I canini superiori erano quasi rettilinei, mentre quelli inferiori erano ricurvi e quasi a semicerchio. I premolari superiori erano molto più semplici dei mwkamolari; questi ultimi, dalla mwkqcorona leggermente curva, erano molto simili a quelli dei mwkgtossodonti ed erano mwkwipsodonti (a mwlacorona alta). I molari avevano un aspetto simile a quelli dei mwlqnotoungulati e dei mwlgrinoceronti, con una parete esterna dotata di uno stilo leggermente anteriore e prominente, e due creste trasversali. Gli mwlwincisivi inferiori erano sporgenti in avanti, allargati, sottili e bilobati; gli incisivi superiori erano scomparsi. L'unico premolare inferiore, dalla forma simile a quella dei molari, era formato da due mezzelune di cui la posteriore era la più grande; queste due mezzelune erano separate da un notevole solco.
Scheletro postcranico
Il collo era di medie dimensioni, più corto della testa ma senza dubbio abbastanza lungo da permettere all'animale di raggiungere il terreno per brucare. Lo scarso sviluppo delle apofisi spinali delle mwmgvertebre cervicali suggeriscono che mwmwAstrapotherium era dotato di una muscolatura del collo piuttosto gracile; ciò sembra strano, in relazione alla grande testa dell'animale. Anche le vertebre del tronco sembrerebbero essere state piuttosto gracili rispetto alla taglia dell'animale intero, e si suppone che il muscolo mwnalongissimus dorsi non dovesse essere molto sviluppato. L'mwnqosso sacro era composto da quattro o cinque vertebre, e la coda era corta.
mwnwAstrapotherium era probabilmente privo di mwoaclavicola, mentre la mwoqscapola aveva una forma molto particolare, con una parte prossimale ridotta e una parte distale rastremata; distalmente la spina scapolare era molto elevata e si sviluppava in un immenso mwogacromion. Le zampe erano corte e piuttosto gracili. L'mwowomero era più lungo del mwparadio, lungo quanto il mwpqfemore e di struttura abbastanza gracile, ma era dotato di una cresta deltoide lunga e forte. L'articolazione distale era stretta, con una troclea semplice. Il radio aveva un'articolazione dell'omero sviluppata per tutta la lunghezza della troclea, e quindi era impossibile per mwpgAstrapotherium ruotare le zampe anteriori. L'mwpwulna, molto più possente del radio, era dotata di un lungo mwqaolecrano. La mano era molto particolare: il mwqqcarpo era corto e molto largo, costituito da ossa massicce, tutte di forma insolita. Esistevano cinque mwqgmetacarpi corti, di lunghezza crescente dal secondo al quinto. È possibile che le ossa della mano appoggiassero su una struttura simile a un cuscinetto, come negli ippopotami.
Il mwsqbacino assomigliava a quello del tossodonte mwsgmwswNesodon, con un mwtaosso iliaco dal peduncolo stretto e dalla superficie gluteale che si allargava bruscamente. Il femore era piuttosto corto, soprattutto in relazione alla lunghezza dell'animale. Il grande mwtqtrocantere era appena accennato, il secondo trocantere era ben sviluppato in senso prossimo-distale e il terzo trocantere si manifestava sotto forma di una rugosità della mwtgdiafisi; anche la forma dell'estremità distale era molto peculiare, allargata e rigonfia. La mwtwtibia era corta, piuttosto snella ma dall'estremità prossimale massiccia; l'estremità distale era ricurva. Il mwuaperone era dritto, anch'esso snello; si articolava con l'mwuqastragalo tramite un'estremità distale di grande taglia. Il piede presentava anch'esso una struttura eccezionale, con l'astragalo corto, molto appiattito e simile a quello dei mwugdinocerati. Tuttavia era privo di collo, e la testa dell'astragalo convessa si incastrava profondamente nella superficie articolare concava del mwuwnavicolare e non entrava in contatto con il mwvacuboide. Anche il mwvqcalcagno era particolare e simile a quello dei dinocerati: non era in contatto con il perone, e la faccetta articolare per il cuboide, di piccole dimensioni, era rivolta sia verso il lato tibiale che quello distale. Lo mwvgscafoide era molto largo e corto. Il secondo e terzo mwvwmetatarso erano più corti degli altri, quasi atrofizzati, e in generale i piedi dovevano essere di piccole dimensioni. L'animale doveva essere mwwaplantigrado.
Classificazione
Il genere mwzaAstrapotherium venne descritto per la prima volta da mwzqHermann Burmeister nel mwzg1879, sulla base di resti fossili rinvenuti in terreni del Miocene inferiore dell'mwzwArgentina e descritti in precedenza da mwaaRichard Owen con il nome di mwaqmwagNesodon magnus. Oltre alla mwawspecie tipo, la ben nota mwbaAstrapotherium magnum, a questo genere sono state attribuite varie altre specie, tra le quali mwbqA. giganteum, mwbgA. burmeisteri e mwbwA. ruderarium, considerate tuttora valide. Nel 2019 è stata descritta la specie mwcaA. guillei, sulla base di fossili ritrovati nella formazione Collón Cura (mwcqprovincia di Rio Negro, Argentina) e risalente al Miocene medio; questa specie differiva dalle altre specie attribuite al genere per la mancanza del terzo premolare superiore, una caratteristica che si riscontra anche in altri astrapoteri derivati (gli mwcguruguayteriini) per mwcwconvergenza evolutiva (Kramarz et al., 2019). Resti attribuiti ad mwdaAstrapotherium sono stati ritrovati anche in mwdqCile.
mwdwAstrapotherium è il genere eponimo del gruppo degli astrapoteri, mammiferi mweaungulati sudamericani solitamente di grandi dimensioni e dalla caratteristica mweqmorfologia cranica. In particolare, sembra che mwegAstrapotherium rappresentasse una delle forme più derivate del gruppo, all'interno della famiglia mwewAstrapotheriidae. Altri membri degli astrapoteriidi, come mwfamwfqGranastrapotherium (più specializzato) e mwfgmwfwParastrapotherium (più primitivo), erano tuttavia più grandi.
Di seguito è mostrato un mwhgcladogramma che mostra le relazioni filogenetiche di mwhwAstrapotherium all'interno del gruppo degli astrapoteri, tratto dal lavoro di Vallejo-Pareja e colleghi (2015):
Paleoecologia
Tutte le caratteristiche sembrano indicare che si trattasse di un animale prevalentemente semiacquatico, dallo stile di vita simile a quello dei mwkarinoceronti mwkqaminodonti dell'mwkgemisfero settentrionale, vissuti più o meno nello stesso periodo; i denti ipsodonti indicano che mwkwAstrapotherium probabilmente si nutriva di vegetali piuttosto duri. In ogni caso, non è chiaro a cosa servisse la proboscide, vista la brevità degli arti e la lunghezza del collo, che permetteva all'animale di raggiungere facilmente il terreno. Parimenti, la struttura relativamente debole delle zampe mal si accordava con il corpo pesante e la testa grande, così come le piccole dimensioni delle apofisi vertebrali; forse le abitudini anfibie dell'animale erano utili a sostenere il peso di mwlaAstrapotherium.
Note
cite-note-11. W.B. Scott's, "mwmwA History of Land Mammals in the Western Hemisphere.", New York: The Macmillan Company
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Collegamenti esterni
• mwrgNatural History Museum, London, su piclib.nhm.ac.uk (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2007).